Occhiali 3D a casa: un danno per la vista?

Quando si parla dell’intrattenimento di tipo visivo, a farla da padrone, da ormai diversi decenni, è il mondo del cinema. Vedere un film sul grande schermo è solitamente un momento di svago, magari condiviso con gli amici, con la famiglia o ancora con il proprio partner, e talvolta è abbastanza insolito e strano pensare a come questo tipo di intrattenimento sia cambiato e si sia evoluto nel corso degli ultimi anni.

Effetti speciali sempre più incredibili, comparti sonori, visivi, tecnici, costumi, fotografia, costumi… ai nostri tempi, come mai prima d’ora, la tendenza punta sempre più verso la spettacolarizzazione, nel tentativo di lasciare lo spettatore a bocca aperta. Ed alcune modifiche, in tutto questo, le ha subite anche il mezzo visivo stesso.

È il caso del 3D, ad esempio. Che di recente ha spopolato sul grande schermo, soprattutto per quanto riguarda pellicole in cui l’utilizzo dell’effetto 3D è stato praticamente nativo, come il famosissimo Avatar. Tanto che, alla fine, il 3D del cinema ha subito un passaggio quasi fisiologico, finendo per arrivare addirittura sui nostri computer o sui nostri televisori.

Occhiali 3DGli schermi di ultima generazione, in effetti, sono ormai praticamente tutti compatibili con la tecnologia 3D, supportando la visione dei film girati o convertiti con questo effetti, grazie al semplice utilizzo di alcuni appositi occhiali, solitamente compresi con il televisore o con il computer acquistati. Ma è davvero tutto oro quel che luccica?

In effetti, basta cercare su internet presso alcuni siti specializzati, molti sono gli individui che, utilizzando gli occhialini 3D, hanno notato alcuni disturbi, come affaticamento alla vista, giramenti di testa e, in alcuni casi, persino un senso di nausea. Tanto che, in un’ottica generale, gira già da un po’ una voce secondo la quale i suddetti occhiali provocherebbero dei danni alla vista, tanto che la procura di Roma, in merito, a suo tempo aprì addirittura un’inchiesta. Ma è davvero così?

Naturalmente, come spesso accade in questi casi, è sempre bene non fare di tutta l’erba un fascio, andando a considerare tutte le dovute situazioni.  Innanzitutto, esistono diversi tipi di occhiali 3D: possono essere attivi o passivi, possono avere le lenti colorate oppure monocromatiche e trasparenti.

In genere gli occhiali 3D con le lenti colorate appartengono ad un tipo di tecnologia più obsoleta, e possono essere facilmente trovati in allegato anche ad alcuni periodici o riviste (che abbiano, al loro interno, delle immagini che devono essere viste con gli appositi occhiali). Il più delle volte servono, appunto, per osservare per previ periodi di tempo alcune immagini, e pertanto sono spesso realizzate a basso costo, tanto che la montatura è talvolta realizzata con materiali estremamente economici, come il cartoncino.

Occhiali per i film 3DGli occhiali 3D attivi funzionano in maniera elettronica, hanno una batteria (o più) all’interno, e sono sincronizzati con l’apposito apparecchio adibito alla visione di un video (che sia un televisore, un computer od uno schermo in generale). Viceversa, gli occhiali 3D che sfruttano la tecnologia passiva non sono dotati di alcuna componente elettronica, e vengono spesso forniti, come usa e getta, dal cinema presso il quale si va a vedere un film in 3D.

Molto, ovviamente, dipende dal singolo individuo. Chi, normalmente, soffre di disturbi alla vista, è più portato ad accusare problemi dovuti all’utilizzo di un paio di occhiali in 3D, rispetto invece ad un individuo sano. Ed anche un tipo di tecnologia al posto di un’altra può influire in maniera positiva o negativa a seconda di chi la sfrutta.

I medici e gli esperti, ad ogni modo, hanno più volte dichiarato che, in casi normali, gli occhiali 3D non comporterebbero nessun reale problema alla vista. Semplicemente, come per molte altre cose, sarebbe sconsigliato abusarne, o farne un uso prolungato.

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